RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE MEDICA

L’esperienza del passato e del nostro tempo dimostra che la giustizia da sola non basta e che, anzi, può condurre alla negazione e all’annientamento di se stessa, se non si consente a quella forza più profonda, che è l’amore, di plasmare la vita umana nelle sue varie dimensioni. (Giovanni Paolo II)

Lo Studio presta la migliore assistenza legale nel settore della responsabilità sanitaria, a favore di chi sia rimasto vittima di errore medico, per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Nei casi di diagnosi errata, o di intervento chirurgico o di cura mal riuscito, addebitabile a colpa professionale sanitaria, la persona danneggiata può chiedere e ottenere il risarcimento del danno subito, e principalmente del danno conseguente alla violazione del diritto alla salute, il quale è – come noto – diritto costituzionalmente garantito. Il danno risarcibile può, comunque, collegarsi anche alla lesione di diritti diversi dalla salute, come per esempio, la dignità personale, il diritto all’autodeterminazione, il diritto all’informazione, il diritto a non soffrire, e ancora, il diritto all’oblio. Rilevantissimo è, poi, il caso di violazione dell’ alleanza terapeutica tra medico e paziente.  La Studio vanta specifica competenza nei procedimenti riguardanti la responsabilità professionale medica, ossia la responsabilità del medico e di chi opera nell’ambito della struttura sanitaria (malpractice). La colpa professionale, l’omicidio colposo, la condotta omissiva, il nesso di causalità, la posizione di garanzia e l’obbligo di protezione, il consenso informato sono i nodi principali di questa specifica branca del diritto. Talvolta, però, la responsabilità professionale del medico viene invocata a torto, con una serie di conseguenze negative a danno del professionista e/o della struttura ospedaliera di riferimento. Un approccio corretto al settore cd. della malpractice medica deve, dunque, respingere una visione preconcetta, ovverossia lo schierarsi a priori a favore dei pazienti piuttosto che dei medici; e questo al fine di orientare al meglio il proprio assistito, senza disdegnare in partenza la strada della conciliazione.